Crescere su Instagram senza trucchi. Sogno o realtà?

Crescere su Instagram senza trucchi. Sogno o realtà?

Ti dico già che in questo articolo non troverai trucchetti biechi per crescere su Instagram, ma che è un post impegnato per menti dotate di intelligenza media, quindi se sai già di non rientrare nella categoria chiudi pure tutto e passa all’articolo su come schiacciare i punti neri.

Argomento che mi interessa molto tra l’altro ma non oggi.

Oggi vorrei parlare di Instagram, del mio amore non corrisposto per lui, e di ciò a cui stiamo assistendo ultimamente.

Complice la visione in stile cura Ludovico di The Newsroom,  in questi giorni mi sono fatta più di una domanda che ho deciso di condividere con voi, per riuscire a capire se sono sola in questa “missione civilizzatrice” e in che misura.

Sempre più spesso su Instagram, parlo principalmente di questo social perché è quello di cui conosco meglio le dinamiche, vediamo l’ascesa di Influencer con numeri pazzeschi, contenuti davvero di bassa qualità, selfie scattati con filtri di Snapchat e innumerevoli commenti “tesoro sei bellissima”.

Alcune sono davvero bellissime, ma non è questo il punto, il punto è che la scalata ai numeri è diventata molto più importante del contenuto.

Sono finiti i tempi in cui su Instagram postavi la foto scattata direttamente dalla app, ora la sfida si fa dura.

Ogni mattina un’influencer sa che dovrà scattare di più e più in fretta della blogger o l’azienda manderà il prodotto alla blogger.

Ogni mattina una blogger si sveglia e sa che dovrà postare di più e più in fretta dell’influencer per non perdere i prodotti del brand.

Intanto ci sono gli altri animali della savana che si fanno un mazzo tanto per creare un ambiente piacevole e sensato, ma tanto loro sono ininfluenti.

Non è solo il fatto che chi produce contenuti di qualità sia penalizzato a favore di chi, usa bot, compra follower, usa chat private (che ho testato sulla mia pelle, ma fuggendo per troppo snobbismo), ma è un concetto molto più esteso a, che fine faremo?

Vedo persone affannate a creare numeri invece che contenuti, per ottenere in regalo un ombretto, e non sapere nemmeno chi si candiderà alle prossime elezioni.

Non sapere quali guerre sono ancora in atto in questo pianeta.

Non sapere che ogni anno la terra ha a disposizione un quantitativo limitato di risorse naturali e che ogni anno le finisce sempre prima.

Come biologa sono portata ad avere un po’ il delirio di onnipotenza, sopra di noi ci sono giusto i medici e le commesse di Gucci.

Ma soprattutto come biologa sono votata alla ricerca, in ogni sua forma, ricerca della giusta informazione, equa e corretta in ogni ambito, anche quando si tratta di comunicazione, e quella dei social, lasciatemi dire, appare al collasso.

Aziende serie e stimate, si riducono a post acchiappa like solo per avere la stima del pubblico.

Articoli interessanti, ben strutturati, e ricchi di dati vengono scalzonati da titoli acchiappa click o da bufale un tanto al chilo.

È davvero questa la società in cui vogliamo vivere? 

Vogliamo davvero essere schiavi dei numeri? Aggiornare compulsivamente Analytics, le statistiche delle stories e di quanti hanno salvato le nostre immagini?

Instagram è un posto bellissimo, dove ci sono immagini e profili che ti fanno sognare, ci sono professionisti e professioniste che ci deliziano con racconti, storie e foto da copertina di Vogue.

Ci sono aziende con comunicazione efficaci, portate avanti da esperti del settore, persone che con le parole ci mangiano davvero.

Ma poi vedo tanto pressapochismo, tanti #buongiorno #semplicementeme  e credo che ci sia qualcosa che non va in tutto questo, e ho bisogno di un confronto di chiedervi la vostra opinione, per capire altri punti di vista, per studiare le dinamiche e intavolare una discussione costruttiva.

 

 

 

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