Di quella volta che sono andata ad un colloquio in jeans

Di quella volta che sono andata ad un colloquio in jeans

Qualche giorno fa ho fatto una call via Skype con Jessica Pellegrino, consulente di immagine, persona dolcissima e molto competente.

Tra un colore ed una body shape è saltata fuori la parola stile.

Chi mi segue da tempo sa che questa parola mi causa reazioni somatiche evidenti, tic agli occhi e fame nervosa.

Ne ho già parlato, ma mi piace tornare sull’argomento perché “stile” è una parola ricorrente, si parla di stile riferito alla moda, alla grafica, ma anche alla vita come sinonimo di qualità, uno “stile di vita sano”.

Stile è una parola forte perché dovrebbe racchiudere tutte le nostre caratteristiche ed esprimerle in un’unica pillola, che sia l’abbigliamento, il sito, o il modo di parlare.

flat-lay-style

 

Ho deciso perciò di affrontare un colloquio, per cui avevo in mente un bellissimo progetto, in pieno “stile Wonder Glitter”, elegantemente in jeans.

Ora se all’ascolto c’è qualche guru delle HR starà inorridendo, le staranno sanguinando gli occhi e altre amenità degne di Games of Thrones.

Avevo i miei jeans chiari, un maglioncino in cachemire nero con scollo rotondo piuttosto accollato, una collana Iaia That’s Mine e un paio di stivali con stelline/borchiette.

Truccata bene, lunghe ciglia finte (ho le extension) capelli puliti e profumata.

In jeans.

FESTA-DELLA-DONNA

La giornata Internazionale della donna

Rincorriamo così tanto le cose, le persone, gli eventi seguendo un diktat imposto dalla società che ci dimentichiamo quasi di noi stesse, dell’amor proprio, del nostro sentirci a proprio agio.

Sui social ho invitato le donne meravigliose che conosco ad amarsi loro per prime prima di pretendere che lo facciano gli altri.

Cara me sii clemente perché te lo meriti, perché hai affrontato sfide che solo tu sai come sei riuscita a superare, sii clemente perché nella vita hai raggiunto traguardi che hai voluto sminuire, cara me impara a volerti bene

E così, in occasione di questa possibilità professionale, ho deciso di voler essere me stessa, di non far credere nemmeno per un istante che avrei potuto essere diversa da così.

Per chi sia curiosa di sapere come è andato il colloquio, non ne ho idea, ma una cosa la posso dire, ero completamente concentrata sulla proposta e su ciò che sapevo fare, senza dare alcun peso al modo in cui ero vestita, senza avere i piedi che mi facevano male per i tacchi, i pantaloni che mi tiravano o l’ansia da camicetta aperta.

Quando vi snaturate si nota.

È inutile girarci intorno, quando volete far vedere che siete diverse, con un abito, ma anche con un colore, e soprattutto a lavoro si nota come se aveste una freccia luminosa sulla testa.

Si nota dallo sguardo, da come parlate e da come camminate.

Ai colloqui si mente. Questa frase la vedo scritta ovunque e mi suona ricorrente.

Se volete mentire siete libere di farlo, ma assicuratevi di farlo bene e di portare avanti la menzogna. Io in questo non sono brava, perciò se mi chiedono una cosa che non so fare lo dico. Se posso migliorarmi perché ho già una base lo dico, se è una cosa che non voglio fare lo dico.

L’onestà paga

Badate bene però che dire che sapete fare una cosa, anche se non avete conseguito un master e una medaglia d’onore sull’argomento, non è mentire. 

È dire la verità cercando di scavalcare la nostra sindrome dell’impostore.

Puntate sui famosi punti forti e camminate a testa alta.

Non sempre il punto forte sarà estetico, o meglio non sempre saprete trovarlo, potrebbe però essere un bel maglioncino lampone, la presentazione che spacca, o le ciglia finta.

Aggrappatevi a quello se non vi sentite sicure e tutto filerà liscio.

 

infografica-colloquio-lavoro

 

 

4 Comments
  • 14 marzo 2018

    Bello e molto interessante. Nella mia ricerca di uno stile che mi rappresenti spesso cerco di assomigliare a qualcuno e devo dire che il più delle volte mi sento a disagio, come per esempio quando mi metto i tacchi per forza, sembro un t-rex…. ma invece, se rispecchio il mio stile e sotto i pantaloni ci metto le stringate e sotto una gonna gli stivali, mi sento meglio e le persone se ne accorgono….
    Oggi però mi sono vestita una schifezza.

  • 28 marzo 2018

    carissima .ma io lo dico sempre …Se ci sono donne al mondo capaci di far sembrare chic involontariamente anche
    un paio di jeans strappati e una T- shirt ,quelle sono :
    Le Parigine !!!
    Sembra quasi una dote di natura ,un cromosoma che scorre nel sangue di queste donne
    profumate Chanel N°5. Volteggiano per le strade della capitale francese nei loro vestitini svolazzanti,senza troppo trucco nè grandi pretese in fatto di acconciature,ma ugualmente
    ci sembrano visione angeliche .

    Sono una blogger che parla proprio di questo ,
    un bacione grandissimo !!!!

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