Utilizzare brand Cruelty Free, una scelta consapevole

Utilizzare brand Cruelty Free, una scelta consapevole

Il Regolamento 1223/2009 vieta la sperimentazione animale ai brand cosmetici in Europa.

La normativa è però lacunosa e lascia spazio a diversi fraintendimenti. Le case cosmetiche produttrici in europa non possono testare sugli animali, ma possono rivolgersi a terzi che producono fuori dalla comunità europea oppure utilizzano sostanze, destinate principalmente ad altri scopi che non sono soggette a questo regolamento.

Fatto sta che al mondo più di 115 milioni di animali vengono utilizzati per test da laboratorio.

Non mi addentrerò ulteriormente sulla questione, se non per dire che io, ho scelto per mia etica, di non usare brand che testano ancora su animali o che, analogamente vendono in Cina, le cui normative richiedono l’obbligo dei test su animali per tutti i prodotti destinati al consumo umano.

Sebbene creda che in medicina al momento la tecnologia richieda ancora i test di laboratorio penso che per la cosmetica essi non siano necessari.

Esistono ormai centinaia di brand votati al cruelty free, non mi sono limitata in nessun modo nella scelta dei prodotti, ho prestato solo maggior attenzione all’acquisto.

Molte marche cruelty-free sono economiche, quindi nemmeno il mio portafoglio si è disperato di questa scelta.

Ho creato un po’ di problemi alle persone attorno a me, che devono prestare maggiore attenzione nei regali e devono sopportare le mie corse quando un negozio ha in catalogo prodotti non testati.

Ho notato come in Italia il tema del cruelty free non sia ampiamente trattato se non a spizzichi e bocconi, e come sia difficile reperire informazioni a riguardo in lingua italiana, per fortuna le blogger inglesi ed americane ci vengono in soccorso, le quali sembrano, almeno apparentemente, più sensibili al tema.

COSA RENDE UN BRAND CRUELTY FREE?
  • No test sugli animali condotti dall’azienda stessa nè sul prodotto finito nè sugli ingredienti
  • No test sugli animali condotti dai loro fornitori
  • No test sugli animali condotti da terzi per conto dell’azienda
  • No test sugli animali nei paesi ove è richiesto (non vendono in Cina)

DI QUALI CERTIFICAZIONI NECESSITANO I BRAND PER ESSERE CRUELTY FREE?

I brand possono richiedere diversi tipi di certificazioni cruelty free, le più conosciute ed autorevoli sono:

  • PETA – People For Ethical Treatment Animal – è una certificazione fino a prova contraria che accetta i test sugli animali se richiesti dalla legge.
  • LEAPING BUNNY – certificazione molto più scrupolosa, effettuano controlli esterni sul non utilizzo di ingredienti testati sugli animali. Anche questa certificazione ha una falla, data dal fatto che per i cosmetici può ottenere la certificazione cruelty free, anche se la stessa azienda produce farmaci o integratori alimentari che per legge sono soggetti a test sugli animali.
  • CHOOSE CRUELTY-FREE – certificazione indipendente Australiana
  • AZIENDE 100% VEGANE – dove non vengono usati per nessun motivo ingredienti di origine animale.

logo-cruelty-free-e-vegan

Le certificazioni non sono l’unico modo per i brand per essere riconosciuti come cruelty free ma sono una garanzia per il consumatore.

Il fatto che un’azienda non usi e non abbia mai usato ingredienti che almeno in passato siano stati testati sugli animali, mi rendo conto, è utopistico, ma le certificazioni e la policy del brand di essere cruelty free, sono indice se non altro di una etica che si spinge verso il progresso.

I BRAND CRUELTY FREE SONO ANCHE ECOBIO?

Assolutamente no. Esistono molti brand che sono certificati cruelty free ma che non sono ecobio, la differenza è sostanziale.

I brand ecobio sono brand il cui scopo è avere un INCI pulito, che non contenga sostanze “nocive” per la pelle o la salute dell’individuo, i brand cruelty free prestano attenzione al fatto che l’azienda non testi sugli animali. Sebbene ci sia molta confusione sono due cose completamente differenti. Ovvio il fatto che alcuni brand cruelty free sono anche eco bio.

Il prima possibile sarà mia cura stilare una lista di brand Cruelty Free, accessibili in Italia, da cui potrete attingere in libertà.

C’è chi parla di rivoluzione cruelty-free.

Si può chiamare così, oppure attenzione al prodotto, la si può chiamare in molti modi, io credo che un acquisto consapevole dei prodotti ci permetta di comprare meno e meglio. Ci permette di credere e portare avanti le nostre battaglie.

COME PASSARE AL CRUELTY FREE?

Io ho fatto così, ho fatto una cernita dei miei prodotti che ho già in casa, dal trucco, alla skincare, ai prodotti per il corpo, shampoo e bagno schiuma, ammetto che molti non sono cruelty free, ma ho deciso di non buttare via nulla, sarebbe davvero uno spreco, semplicemente come me affronta degli acquisti più consapevoli a prodotto finito. 

Ho anche un’idea che ti proporrò a febbraio. Stay tuned!

SITI UTILI DA CONSULTARE

Ti lascio qualche sito che mi è stato utile per studiare e per approfondire l’argomento

 

 

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